Crea sito

Archive for Ti prendo per la gola

L’oro che non sbrilluccica

Ristorante Pizzeria Scotto

Le apparenze ingannano. E come.

Nei pressi di p.zza Olmo, isola di Procida, tra i vari negozi e negozietti molto carini ed ordinati, tipici di quello che ci si aspetta da una location estiva, addentrandosi un po’ di più nelle traverse caratteristiche illuminate dalle stelle, ad un certo punto ci si imbatte in un luogo diverso rispetto agli altri.

Via Pizzaco, 8, Ristorante Pizzeria Scotto Di Anna Rosaria Interra. Si accede ad uno spiazzo che è il parcheggio, per entrare in un fatiscente cantinone anni ’70, composto da un’aberrante sala interna ed una esterna ricoperta da una tettoia in alluminio vivo da far venire i brividi anche ai migliori intenzionati.

Una schiera di camerieri troppo inesperti e frettolosi accoglie la clientela, ma è solo dopo aver ordinato, quando arriva il piatto in tavola, che inaspettatamente si ha il riscatto.

Che si tratti di pizza, antipasti, primi o secondi non cambia, il risultato è sempre lo stesso: una delizia per il palato. La pizza sublime, da provare la Corricella, metà ripieno e metà margherita con provola. Spaghetti, al pomodoro, alle cozze o con le vongole che siano… un amore al primo assaggio… saporiti, al dente, al sapore di mare, al sapore di ingredienti freschi e genuini. I fritti croccanti, asciutti: a regola d’arte. I dolci fatti in casa, rigorosamente al limone nella maggior parte dei casi, sono quasi amari… come se l’agrume dei limoni del giardino fosse colto e mangiato… ma serviti in una coppetta riciclata di gelati confezionati… almeno togliere l’etichetta?!?

Il prezzo è all’altezza dei piatti ma non della struttura, però se è vero che è la sostanza a prevalere sulla forma, volendo chiudere tutti e due gli occhi, ed immaginando di essere in un’altra location, si raggiunge l’apoteosi del gusto.

Tante volte laddove la realtà non permette, con la fantasia si possono fare molti voli. E nel caso del Ristorante Pizzeria Scotto, ne vale davvero la pena.

Ristorante Pizzeria Scotto Di Anna Rosaria Interra

Indirizzo: Via Pizzaco, 8, 80079 Procida NA

Telefono: 081 896 8741

La Conchiglia

la conchiglia

Qual è il prezzo che si è disposti a pagare per accedere ad un pezzo di paradiso?

Anno 2015, isola di Procida, Via Pizzaco, 10, ristorante la Conchiglia, conosce questo prezzo: 180 gradini.

A scendere per salire in paradiso, a salire, per ritornare negli inferi della realtà.

Accessibile anche via mare con un servizio navetta appositamente dedicato da Marina Corricella o a richiesta dalla propria barca, questo angolo di cielo-terra-mare, praticamente sprofonda sulla spiaggia della Chiaia, a fior d’acqua.

Un’unica sala spartana di legno sole e venticello, un enorme gelso che troneggia nella sala bar in uno scenario da cartolina che parte dalla Corricella ed arriva fin sopra la Terra Murata. Ma non si vive di sole emozioni, soprattutto di cibo… e con una spruzzatina di vino locale con le pesche, si mette in moto anche la fantasia.

Tutti ingredienti che non mancano nella cucina tipica del ristorante a conduzione familiare, i cui must sono pesce fresco e pasta fatta in casa, soprattutto. Una tradizione leggermente rivisitata e di conseguenza non invadente, che lascia inalterato il sapore degli ingredienti freschi, esaltati da accompagnamenti singolari come gli stacci con cozze e broccoli o le paste fresche ripiene: provola e melanzane con sugo di vongole o ricotta e gamberi con sugo di cozze e vongole.

Il palato è soddisfatto ed il portafogli anche, dato che il rapporto qualità prezzo è davvero palpabile.

Ma per chi vuole di più, c’è anche la possibilità di soggiornare. Infatti, La Conchiglia, dispone di quattro appartamenti a pochi metri dal mare e quindi dal ristorante, tutti immersi nel verde e con vista mare.

Sull’isola di Procida una conchiglia sulla spiaggia è sempre pronta ad accogliere i propri clienti con qualità, professionalità e cortesia (anche nei momenti di caos).

La Conchiglia Ristorante – 80079 Procida (Na) – Via Pizzaco, 10

Tel +39 0818967602

Mob. +39 339 384 90 50

[email protected]

IKEA Napoli inaugura il nuovo ristorante con lo chef stellato Scarallo

Lo chef Lino Scarallo web

IKEA Napoli inaugura il nuovo ristorante con lo chef stellato Scarallo

Il 23 giugno lo chef di Palazzo Petrucci special guest ai fornelli dello store

 Nasce sotto una
buona “stella” il nuovo ristorante di IKEA Napoli.
Martedì 23 sarà Lino
Scarallo, chef stellato di Palazzo Petrucci di Napoli, a inaugurare le cucine
del rinnovato ristorante dello store di Afragola con una giornata di formazione
dedicata alla brigata di cucina dell’IKEA. L’idea di aprire le porte a uno chef
esperto come Scarallo non è che l’ultimo tassello di un percorso di restyling
che sta interessando l’intera area ristorativa di IKEA Napoli. Da mercoledì 24
giugno il ristorante aprirà ufficialmente al pubblico.

Il castello del boss. Favola moderna.

sonrisa
Real Time. Non solo il nome della rete televisiva più seguita tra i canali del digitale terrestre che esulano dalla pay per view, ma anche l’immagine riflessa in uno specchio HD, di 50 e più pollici superslim o curve, di un popolo di assatanati di ciò che accade nella vita reale… degli altri.
Nel solo pronunciare queste parole, la prima associazione che viene alla mente è una, sola, grande, imponente: grande fratello. Esperimento sociologico. Figura inventata (colui che vede e sente tutto) dallo scrittore distopico George Orwell. Lo scopo dell’esperimento era quello di osservare degli esseri viventi in gabbia: le loro paure, le reazioni… per cercare di far emergere la vera natura umana, di portare allo scoperto i lati peggiori dell’essere umano, i veri valori su cui si basa la società… . La differenza tra Orwell 1984 e canale 5 oggi?!. La gabbia in questo caso è dorata, ricca di prodotti ad inserimento occulto la cui presenza è annunciata da parole troppo piccole per essere lette chiaramente ad eccezione della prima edizione… forse.
E come ogni buon padre di famiglia, sono poi nati dei figli, ma non uno, bensì una moltitudine… che se si dovesse chiedere un assegno familiare… insomma, supererebbe lo stipendio.
Ma c’è stato chi ha voluto fare di più. Molto di più. Un canale interamente dedicato alla faccenda. Una finestra sul mondo che abbraccia qualunque aspetto della vita: dalla nascita, passando per eventi basilari come cucinare fino ad altri socialmente scomodi come le diversità o il coming out. a quelli, invece, comodi come i matrimoni.
A tal proposito, la pole position è detenuta da un personaggio davvero singolare, conosciuto dai più come: don antonio, portato al successo mediatico con un’enorme polemica dalla popolazione “napoli-bene”  a causa dei suoi protagonisti un pò kitsch.
Una delle prime regole del “sano giornalismo” è quella di verificare le fonti. E quindi cosa c’è di meglio che andare a conoscere di persona quest’uomo e constatare se le favole circa il il castello non siano, in real- time, delle storie?
E così si spalancano i cancelli della tanto chiacchierata dimora. Il parcheggio nasce su quello che è l’eliporto… evidentemente i principi azzurri moderni hanno abbandonato cavalli e calzamaglie attillate. Si entra così nel curatissimo giardino. Neppure un mozzicone di sigaretta a terra, una foglia secca, un filo d’erba tagliato diversamente dagli altri… le fontane gorgheggiano allegre tra statue di delfini e scaloni degni della migliore delle edizioni del festival nazionale.
Si varca la soglia dell’interno del castello e dopo l’affettuosa accoglienza alla reception della prima parte della famiglia del boss, si accede al bar a destra ed alle fantomatiche sale a sinistra.
Il bar… un luogo storico, le cui pareti sono trapuntate da centinaia di fotografie del boss con una moltitudine di personaggi famosi, anche se il vero protagonista è, o meglio il fu, Mario Merola, al quale, invece di una semplice foto, è dedicato un quadro… enorme… dall’enorme cornice dorata.
Le sale curatissime, i camerieri sorridenti, premurosi, non manca mai nulla, dal vino al pane… è un continuo assicurarsi che il cliente sia coccolato. Cibo di ottima qualità, pezzi assolutamente giusti, due matrimoni in corso, uno nella sala reale con tanto di gigantografia degli sposi dietro i loro troni reali, l’altro, decisamente più discreto. Tra una canzone e l’altra suonata da un gradevole gruppo di musicisti, ecco spuntare lui, don Antonio.
Un ometto compresso, composto, di poche parole e dai tanti So(n)rrisi. Pacato, cordiale, con degli occhiali da sole che ricordano vagamente Vasco. S’interessa dei suoi ospiti, concede fotografie a tutti… unico imperativo: “le femmine devono stare alla sua destra, perchè accusì adda, fa’ nu’ gentiluomo”, uomo di altri tempi, scaramanzia o quello che sia, il boss è davvero un uomo preciso, attento così come gli altri addetti ai lavori e questo si riflette nella gestione di tutto il complesso.
Certo, la location effettivamente è un pò surreale, alcuni degli ospiti sicuramente sono folcloristici… però è un prezzo davvero piccolo da pagare rispetto alla tanta superficialità, alla frequente scortesia, alla scarsa qualità che purtroppo, sempre più spesso si trova in giro.
E come ogni favola che si rispetti, il gran finale è assicurato… parola del boss

Arbustum

arbustum

Lontano dai luoghi comuni ed a stretto contatto con la natura, con i prodotti sani e sapientemente cucinati al fine di esaltarne il sapore e la freschezza, a circa 25 chilometri da Napoli, in una giornata di sole che riscalda il cuore e l’anima, in un batter d’occhi, si arriva alle porte del paradiso: per i bambini, per i genitori, per amici, per coppie… per chiunque abbia voglia di trascorrere una giornata all’aria aperta, sana, rilassandosi e degustando prodotti tipici dai sapori intensi e decisi.

Ad un passo dall’uscita Casal di principe, provincia di Caserta, l’azienda agrituristica Arbustum, si presenta con un ampio parcheggio confinante uno sterminato campo giallo sole, giallo fiore di friarielli e l’odore che inonda appena scesi dall’automobile, lascia spazio al solo pensiero di un caldo e fumante “cozzetiello” di pane cafone, salsiccia e friarielli.

Le salette interne accoglienti, con tanto di camino e legna scoppiettante, esternamente, è possibile soddisfare fino a 120 commensali. Lo spazio esterno grandissimo, con altalene, scivoli, campetto da calcio e tanti altri giochi per i bimbi e la fattoria didattica. Sedie e lettini per i grandi, che possono sdraiarsi beatamente al sole.

La cucina casareccia, tradizionale, ma con delle sfumature moderne che sanno stupire.

Il menu, caratterizzato da:

-        aperitivo, vino e tarallucci della casa, semplici e buoni ;

-        antipasto misto davvero abbondante di latticini, salumi, frittate, pizze, peperoni ripieni, verdure grigiate, tegamino salsicce e fagioli, davvero ottimo ;

-        doppio primo, paccheri al coniglio e cavatelli agli agrumi, saporitissimi ;

-        secondo con contorno, maiale arrostito con patate, sapientemente cucinati ;

-        doppia fetta di dolce, pastiera e torta kinder, non particolarmente esaltanti ;

-        amaro, limoncello e caffè

prezzo fisso 25.00 euro (bevande illimitate incluse) per adulto, 10.00 euro per il menu dei bambini e nelle sere di venerdì e sabato il menu è proposto addirittura a 15.00 euro.

Rapporto prezzo-qualità davvero sorprendente, da andarci e da tornare.

 

Voto: 2.5 su scala da 0 a 3

 

Per info:

Via Vaticale, 339 – 81033 Casal di Principe – Caserta

tel.: 081.816.17.06 – 339.20.55.237

web-site.: http://www.arbustum.it/

mail.: [email protected]

pagina facebook.: https://www.facebook.com/arbustum.aziendaagrituristica

Osteria da Peppino

osteriadapeppino

A pochi passi dal santuario di Pompei, in uno dei vicoli irrorati dal sole, spunta l’Osteria da Peppino. Gestita dalla famiglia Sorrentino e rilevata nel 1970 da nonno Giuseppe, da cui il nome “Peppino”, ad oggi è gestita da Vincenzo che con la moglie Teresa e il figlio Giuseppe, propongono i piatti della tradizione regionale come la pasta e i dolci fatta in casa, prodotti caseari locali e carne e pesce freschissimi.

Il locale è molto semplice, senza pretese e il clima interno abbastanza freddo, nonostante la presenza di una stufa-fungo da interni. Il giardino, è caratterizzato invece, da un suggestivo pergolato, inutilizzabile d’inverno. I proprietari sono davvero gentili, alla mano e amanti degli animali, che fanno entrare nell’osteria senza alcun problema.

I piatti sono preparati con ingredienti davvero freschi, dalla pasta, alla carne, ai latticini… tutto ottimo, condito con dosi di olio giuste, pane spettacolare… l’unica pecca è che le porzioni sono davvero carenti, soprattutto per quanto riguarda gli antipasti.

Si tratta di un’osteria, è pur vero che si trova nel centro di Pompei, però, un antipasto di terra (buonissimo) composto da 1 polpetta di melanzane, 1 peperone ripieno microscopico, 1 invisibile pezzo di frittata e un tris ancora più carente di peperoni in agrodolce, melanzane a funghetto e friarielli, 10.00 euro… è decisamente fuori mercato.

Infatti, non a caso, il prezzo medio a persona è di 30.00 euro… per uscire dall’osteria con un senso di fame decisamente presente.

  

n.b.

è possibile richiedere anche piatti per celiaci

 

Voto: 1.5 su scala da 0 a 3

 

Per info:

indirizzo.: Via Duca D’Aosta – Pompei

tel.: 081-8504821

web-site.: http://www.osteriadapeppino.it

mail.: [email protected]

 

Dalla Cina con furore

bella cina

Il cuore del centro storico di Napoli pullula di pizzerie, friggitorie, ristoranti tipici… uno “più buono” dell’altro, uno più caratteristico dell’altro. Luoghi storici, che hanno contribuito a scrivere la storia della tradizione napoletana. Eppure, i tempi si evolvono e i gusti si ritrovano ad essere influenzati da tendenze d’oltre-oceano.

Così, vedere una fila chilometrica di persone di tutte le età e tipologia (coppie, genitori con figli, gruppi di amici…), nonostante il vento e la pioggia, che attende per entrare in un locale, non significa necessariamente che si tratti di qualcosa che ci si aspetti. Infatti, il ristorante in questione è: Bella Cina, fusion cinese e giapponese.

Ed in fila a gingillarsi, non ci sono solo i non prenotati, ma anche chi, conoscendo il posto e le sue dinamiche, si è premurato di telefonare e riservare un tavolo specificando l’orario di arrivo e rispettandolo. Ma il titolare di Bella Cina, nonostante sia affabilissimo nell’accettare la presunta prenotazione telefonica, conoscendo a perfezione la mole di gente che affluirà nel suo ristorante, fa entrare chi prima arriva. L’unica accortezza, è che i prenotati avranno la precedenza sui non prenotati il cui flusso, invece, sarà regolato dall’avere un numero di riferimento.

Dall’ingesso non si capisce immediatamente quanti clienti possa contenere il ristorante: davvero enorme. Una volta preso posto nell’elegante e curato posto assegnato, si dubita seriamente della velocità del servizio (la qualità resta sempre in dubbio fino al momento dell’assaggio), data la muraglia di persone che ti circondano e che, dopo tanta attesa, la fame, è inevitabilmente cresciuta a dismisura.

Ma una sorpresa stupenda è dietro l’angolo: un servizio veloce, efficiente e soprattutto, dopo aver sfogliato i grandi, belli ed esplicativi menu (uno per le portate cinesi e l’altro per il cibo giapponese) ed aver ordinato, in tempo record iniziano ad arrivare le pietanze… una dopo l’altra: fumanti, profumate, delicatamente e meravigliosamente amalgamate: insomma, un tripudio di bellezza e bontà. Dagli involtini primavera (più grandi del solito), agli spaghetti di soja, passando per il salmone in agrodolce, al riso con le verdure, al mitico gelato fritto.

Poi arriva il tempo di assaggiare la parte cruda e cotta giapponese. Per quanto riguarda quella cotta, nello specifico i gamberi in tempura e il sushi fritto, tutto molto gustoso; la parte cruda: sushi e sashimi, non particolarmente esaltante, abbastanza insapore. Il wasabi è meno “papillo-distruttivo” del solito ma di contro, la salsa di soja non è delle migliori (anche la versione con meno contenuto di sale).

Temperatura media intera: 30 gradi, vestirsi a cipolla.

Prezzo medio, 15 euro a persona, a seconda di cosa e soprattutto quanto si ordina.

Bella Cina, è di certo una delle migliori esperienze di “cucina cinese” che si possano trovare a Napoli.

 

Voto: 2.5 su scala da 0 a 3

 

Per info:

indirizzo.: Calata San Marco, 15 – 80133 Napoli

tel.: 081-5512308

Il Duca di Salerno

ristorante-il-duca

Dopo ore di cammino in cui centinaia di pollicini seguono le luci come sassolini per raggiungere la meta: la sbrilluccicante villa comunale tempestata di soggetti luminosi a tema, appare come un miraggio nel deserto, nel cuore del centro storico di Salerno, per una meritatissima pausa, il ristorante-pizzeria il Duca. Il gigantesco menu di legno posto al di fuori del locale, decanta le lodi di un’incantevole pizza dal cornicione ripieno.

La mente sogna, la salivazione aumenta.. e così storditi dalla stanchezza e dal freddo, ci si tuffa in questo ristorante, con l’allucinazione di aver trovato il paradiso in terra.

Tre piani, molto alla mano, senza pretese, se non quelle di sfamare i propri clienti con prodotti genuini e semplici. Il proprietario, con enorme sgomento, dopo qualche parola, si capisce non essere del luogo, ma inequivocabilmente napoletano.

La pizza ottima (in particolare quella con le zucchine ed i fiori di zucca), anche se diversa dalla tipica napoletana, frittura di pesce molto buona e dall’olio “pulito”, come anche la frittura all’italiana, anche se un plauso lo merita il fiore di zucca fritto, non ripieno, ma strabordante di ricotta, davvero ricco.

Primi piatti di pesce saporiti al punto giusto, carne degna di questo nome, pane cafone importato direttamente da Napoli… insomma un paradiso con degli angeli diversi dal comune immaginario: un po’ rozzi, dalle ali con le piume piuttosto rade, che parlano in salernitano stretto, ma pur sempre angeli.

Prezzo medio a persona, variabile dai 15 ai 20 euro a seconda dei piatti scelti.

 

Voto: 2.0 su scala da 0 a 3

 

Per info:

tel.: 089.221435

indirizzo.: Via Giovanni da Procida, 27 -84121- Salerno

 

GARA CULINARIA “CHEF+CHEF” DUELLI AI FORNELLI

Michele Del Vecchio, direttore creativo di Spazio Tangram – Napoli (già co-ideatore del format “O’Mast re Chef”) e Motus, fucina napoletana dell’eccellenza e del gusto, organizzano Chef+Chef gara culinaria, la nuova gara culinaria che – a partire dal 22 gennaio 2014- movimenterà i bei locali del Ristorante Motus a piazza Municipio di Napoli.

CHI CERCHIAMO
Se cucinare è nel tuo DNA, se sei pronto a metterti in gioco ed a preparare meravigliosi manicaretti per vecchi e nuovi amici e soprattutto se hai un’amica, collega, cognato, marito, moglie, figlio o addirittura suocera con cui vuoi partecipare, questa è la sfida che fa per te!
Cerchiamo 16 coppie di appassionati concorrenti che si sfideranno in un’avvincente torneo ad eliminazione diretta a suon di mestoli e fornelli.

LA GARA CULINARIA
Le squadre saranno composte da due concorrenti, da cui il nome “Chef più Chef”. Le coppie di cuochi si sfideranno nella preparazione di finger food, primi piatti e dolci.
Verranno giudicati sia da una giuria popolare (le persone che parteciperanno alla serata) e sia da una giuria tecnica (di volta in volta formata da giornalisti enogastronomici, produttori, chef professionisti, sommelier, ristoratori, ecc)
I concorrenti, inoltre, si sfideranno in altre prove: dall’abilità in cucina al servire a tavola, dalla miglior “mise en place” all’affinità di coppia (non necessariamente sentimentale!).

PREMI
Bei premi per i vincitori saranno messi in palio dai nostri sponsor.

TERMINE DI ISCRIZIONE
Le iscrizioni termineranno mercoledì 15 gennaio 2013.
Verranno prese in considerazione tutte le iscrizioni. Nell’eventualità che il numero di iscrizioni fosse maggiore a quello richiesto, si procederà a delle audizioni informali per poter selezionare le 16 coppie che più rientreranno nello spirito dell’iniziativa.

MODALITA’ DI ISCRIZIONE
La partecipazione è gratuita ed è aperta a tutti i maggiorenni, tranne che ai cuochi professionisti. Cerchiamo persone con la grande passione per la cucina ma che nella vita facciano altro (casalinghe, studenti, professionisti, impiegati, disoccupati, ecc)
Per iscriversi alla gara culinaria “Chef più Chef” | duelli ai fornelli è necessario scaricare il modulo di iscrizione dal seguente link
http://www.spazio-tangram.it/modulo_iscrizione_gara_culinaria_chef_piu_chef.doc
e rispedirlo compilato in tutte le sue parti all’indirizzo email [email protected]

“APERI-CHEF” da MOTUS.
Mercoledì 15 gennaio alle ore 19:00 da Motus (Piazza Municipio) si terrà l’APERI-CHEF, un incontro in cui
✔ offriremo un aperitivo alle coppie di chef
✔ presenteremo il regolamento ai concorrenti
✔ risponderemo a tutte le domande degli aspiranti cuochi
✔ faremo le foto di rito con grembiulino e cappello
✔ effettueremo il sorteggio delle gare con tutte le date delle sfide in tabellone

IL TORNEO
Il torneo sarà ad eliminazione diretta.
Si stilerà un tabellone con ottavi di finale, quarti, semifinali e finalissima.
Gli ottavi di finale si svolgeranno di mercoledì e giovedì.
Poi a partire dai quarti di finale, sempre di mercoledì.

DATE DELLE SFIDE
1° ottavo mercoledì 22-gen
2° ottavo giovedì 23-gen
3° ottavo mercoledì 29-gen
4° ottavo giovedì 30-feb
5° ottavo mercoledì 05-feb
6° ottavo giovedì 06-feb
7° ottavo mercoledì 12-feb
8° ottavo giovedì 13-feb

1° quarto mercoledì 19-feb
2° quarto mercoledì 26-feb
3° quarto mercoledì 05-mar
4° quarto mercoledì 12-mar

1° semifinale mercoledì 19-mar
2° semifinale mercoledì 26-mar

finalissima mercoledì 02-apr

ORGANIZZAZIONE
✔ Michele Del Vecchio per Spazio Tangram
www.spazio-tangram.it | www.facebook.com/SpazioTangram
michele.delvecchio@spazio-tangram.it

✔ Ristorante Motus
www.motusinweb.it
[email protected]

SPONSOR TECNICI
Nello svolgimento delle nostre gare culinarie ci avvarremo di fornitori di grande eccellenza:
✔ Pepe Mastro Dolciere
http://www.pasticceria-pepe.it/

✔ Pasta Baronia
http://www.pastabaronia.it/

✔ Terra Tosta
http://www.terratosta.it/

✔ Vini Santa Lucia
http://www.vinisantalucia.com/

SEDE DELLA GARA
Ristorante Motus
Piazza Municipio 5/6
80133 Napoli
ph. 081 5520262

APRE MISTURA’ : IL PRIMO LOUNGE/RISTO GOURMET DEI CAMPI FLEGREI

Misturà e il nuovo concept della ristorazione flegrea.

A Bacoli, nella splendida cornice dei Campi Flegrei, sono stati in tantissimi a festeggiare l’apertura del nuovo locale nato dall’estro dell’imprenditore Enzo Esposito e Beniamino Illiano.

Volti dell’imprenditoria  partenopea e non solo  si sono ritrovati negli spazi totalmente rinnovati del ex e rinomato Pozzetto blu, storico locale flegreo degli anni ’80.

Animati dalla carica di Daniele Bellini, tra i presenti,  anche GiaLuca Maria Belli, console d’Italia in Brasile, Maurizio Morra Greco, presidente della Fondazione d’arte contemporanea Morra Greco.

Misturà, un lounge bar e non solo. Misturà, un ristorante e non solo.

“Per bere, gustare e sapere”,  è questo il motto di un ristorante che si inserisce fuori dagli schemi classici e che punta alla valorizzazione delle eccellenze gastronomiche della terra flegrea elaborate dalla bravura di chef di altissimo livello.

“Misturà è una passione nata dall’amore per la mia terra. – afferma Enzo Esposito – ho voluto portare a Bacoli un’idea di ristorazione che valorizzi le eccellenze e le bontà di un territorio, troppo spesso e troppo gratuitamente, bistratto e lanciato nell’occhio del ciclone. Sono sempre in giro per il mondo e negli angoli più sperduti della terra mi sono sempre reso conto che quando si parla di gastronomia e prodotti made in Campania tutti si inchinano al loro cospetto. Sono uno che crede fortemente nel riscatto e penso che l’economia riparta dall’orticello di casa. Per questo – conclude Esposito – ho voluto investire in un sogno altresì una realtà potenziale che va solo sostenuta e amata. Ora nei miei viaggi sarò fiero di dire che nel mio ristorante si usano, dal primo all’ultimo ingredienti, prodotti esclusivamente made in Campania”

Misturà, un ristorante gourmet  i cui ingredienti sono esclusivamente i prodotti tipici del territorio campano, ed in tal senso si concretizza la collaborazione con l’Accademia delle 5T, il movimento culturale che raccoglie aziende che producono o somministrano prodotti legati al territorio e che si distinguono per tradizione e/o tipicità.

Una partnership straordinaria è quella stretta con Sal De Riso, il noto pasticciere campano vincitore della sesta edizione di Re Panettone-Milano.


Hit Counter provided by laptop reviews