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Intervista con Michael Ajakwe Jr. fondatore del Los Angeles Web Fest

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Michael Ajakwe Jr. è uno scrittore, regista e produttore, vincitore di un Emmy Award. Nato e cresciuto a Los Angeles, Michael è il creatore e fondatore del Los Angeles Web Fest, il primo festival al mondo di web series. La prossima edizione del LAWEBFEST si svolgerà dal 26 al 30 Marzo al Radisson LAX Hotel a Los Angeles.

Il Los Angeles Web Fest è il primo festival di web series e tu sei il fondatore. Come è nata l’idea?

Mentre stavo producendo la mia web serie intitolata “Why..” nel 2009, l’idea è venuta fuori pensando al fatto che le web series sono divertenti da guardare da soli ma, secondo me, lo possono essere ancora di più guardandole in compagnia. Mi è sembrata come una cosa molto carina da fare con altre persone. Mi sono anche chiesto, dal momento che questo è un nuovo media, come avrebbe potuto una persona o un gruppo di persone trovare tutte le risposte in merito a cos’era e quale sarebbe stata la sua direzione? La mia impressione era che raccogliendo un grande gruppo di persone dalla rete, si potesse avere una migliore possibilità di comprendere cosa sia una web serie e come funziona riunendo varie prospettive anziché una sola riguardo ad un media che è in continua evoluzione e ridefinizione.

Quali sono le news dell’attuale edizione del Los Angeles Web Fest?

L’attuale gruppo di serie che abbiamo ricevuto durante la campagna 2013-2014 sono, secondo me, le migliori che abbiamo mai avuto. Quasi 500 iscrizioni in otto mesi e più della metà sono buone serie, alcune anche ottime. E la qualità e la varietà non provengono da un solo paese. È una selezione molto vasta. America, Italia, Francia, Australia, Canada hanno tutte degli straordinari talenti che producono contenuti. Siamo continuamente meravigliati dal potere e dalla vastità di indipendenza della narrazione online. Io ho un bagaglio di molti anni fatto di teatro, tv e cinema, ma non ho mai visto un così grande talento collettivo come quelle dello spazio delle web series. Alcuni di questi talenti sono enormemente buoni!

Le web series si stanno diffondendo molto in Italia e in tutto il mondo: pensi che possano essere il futuro?

C’è sicuramente un futuro per le web series. Infatti questo futuro sta accadendo già ora di fronte a noi. Ho calcolato che ci sono almeno 3000-4000 web series che girano in internet considerando le varie nazioni che le producono – Stati Uniti, Italia, Francia, Canada, Cina, Nuova Zelanda, Australia, Nigeria, Croazia, Irlanda, Inghilterra, Scozia, Israele, Giordania, India, Serbia, Germania, Olanda, Svizzera, Singapore, Belgio, Svezia, Spagna, Messico, Repubblica Domenicana, Brasile, Libano, Korea. Posso dire con convinzione, avendo guidato il Los Angeles Web Fest in questi cinque anni e avendo visionato tutti i contenuti che ci sono arrivati, che le web series vengono prodotte in ogni nazione, in ogni continente. E’ un movimento mondiale che parte dal basso, dalla base e cresce da li. E’ per questo che mi piace chiamarlo The People’s Entertainment perché la schiacciante maggioranza di web series (circa il 95 %) viene prodotta da privati cittadini che non lavorano per uno studio o per un’emittente televisiva. Loro decidono semplicemente di raccontare le loro storie a modo loro. Ed è per questa ragione che delle 1000 differenti web series che ho guardato, non ce n’erano due che fossero uguali. Il soggetto può essere simile ma l’esecuzione, come la storia viene raccontata – la sua voce – non è mai la stessa.

Come vedi il futuro serie tv e film ora che la popolarità della web tv continua ad aumentare?

Io penso che la tv e i film rimarranno popolari. Il teatro avrà sempre un posto in ogni cultura. Ma le ‘nuove generazioni’ che vedrete, accanto alle altre, sono internet e le web series. Si sono già unite al party ma avranno presto un posto fisso al grande tavolo insieme al teatro, cinema, tv e produzione. Le web serie sono qui per restare!

Hai visitato l’Italia lo scorso anno. Cosa ti è piaciuto di più?

Si. Sono stato invitato come ospite al Roma WebFest da Max Gigliucci e Janet DeNardis. Mi hanno chiesto di essere il Presidente della giuria durante la premiazione ma mi hanno trattato come se fossi il Re della Giuria! Mi hanno trattato come un reale! E’ stato un bellissimo momento. Ciò che lo ha reso ancora più speciale è stato il fatto di essere li con uno dei miei migliori amici, Jean Michel Albert (Fondatore e Presidente del Marsiglia WebFest). Essere a Roma e ed essere testimone della nascita di un nuovo grande festival e farlo con un così caro amico, che in tema di festival delle web series è stato il primo insieme a me, essere parte di ciò che stava avvenendo a Roma, è stato incredibile. Tra le nazioni che producono maggiormente web series, gli Stati Uniti sono i numeri uno, il Canada è un forte numero due, l’Australia è al numero tre con l’Italia al numero quattro. Ma, quest’anno, da ciò che abbiamo visto arrivare al Los Angeles Web Fest, direi che l’Italia e l’Australia si battono per il terzo posto nel mondo e l’Italia è, fino ad ora, la migliore nazione produttrice di web series in Europa. Le storie che ho visto venir fuori dall’Italia sono straordinarie. Grandi commedie e grandi drammi. Sono davvero impressionato. E Roma è una città affascinante. Sono rimasto per altri quattro o cinque giorni dopo il festival per fare un giro e non ho visto nemmeno la metà di questa grande antica città. Non vedo l’ora di tornare e spero di farlo quest’anno!

Parlaci di qualcosa di esclusivo riguardo al tuo nuovo progetto.

Il mio nuovo progetto si chiama ‘Basketball Wife’. E’ una serie tv adattata dalla mia web serie ‘Who..’. Parla di una star del basket e di sua moglie, di cosa fanno quando sono a casa con famiglia ed amici, tutto ciò che riguarda la loro vita quotidiana. E’ la più divertente che abbia mai scritto, e per me, è il mio miglior lavoro. Nel 2013, ho utilizzato 12 episodi della web serie e 9 sceneggiature da 30 minuti che avevo scritto per tirar su un po’ di soldi. I fondi hanno fatto in modo che potessi assumere attori, la troupe, tutto ciò che riguarda film e post produzione e ora sto producendo la prima stagione di ‘Basketball Wife’. Il mio obiettivo qui è continuare a dimostrare ai narratori del web che i loro contenuti hanno un valore e una vita oltre internet, in tv, al cinema, nella produzione e nel teatro. Dall’inizio di Hollywood, lo hanno fatto con i libri, le commedie, le riviste, gli articoli di giornale, il cinema e la tv. Allora perché non mescolare tutti i vari adattamenti possibili con i contenuti creati per il web? Io credo di aver un vantaggio in più venendo dalla tv, dal cinema, dal teatro e dal giornalismo, così infatti posso vedere come una web serie può vivere anche negli altri media se adattata per bene. Questa visione mi è molto utile non solo quando creo i miei contenuti per il web ma anche quando guardo le altre serie. Io riesco a vedere tutte le possibilità. Spero che tutti possano vederle perché spesso non siamo così inutili come pensiamo! Allora tenete d’occhio ‘Basketball Wife’ la serie tv basata sulla web series ‘Who..’.

English Version

Michael Ajakwe Jr. is writer, director and an Emmy Award winning television producer. Born and raised in Los Angeles, Michael is the creator and founder of the Los Angeles Web Fest, the very first web series festival in the world. The next edition of LAWEBFEST will be from 26 to 30 March at Radisson LAX Hotel.

Los Angeles Web Fest is the first festival concerning the web series and you are the founder. How the idea was born?

The idea came out of the thought, while I was making my own web series “Who…” back in 2009, that web series are fun to watch alone but, to me, even more fun to watch with others.  It just seemed like a cool thing to do with other people.  I also believed that because the medium was so new, how could one person or even a group of persons have all of the answer in terms of what this was and where it was going?  My feeling was that by gathering a large group of online creators, you have a better chance of understanding what a web series is and how it works by gaining the various perspectives rather than just following one person in a medium that is constantly evolving, defining and redefining itself.

What are the news of the current edition of L.A. Web Fest?

The current crop of shows we’ve received during the 2013-14 campaign are, to me, the best we’ve ever gotten in.  Nearly 500 submissions in eight months and more than half of them are good shows, some are even great shows.  And the quality and variation is not just coming from one country. It’s a mixed bag.  America, Italy, France, Australia, Canada all have some amazing talent who are making content.  We continue to be amazed at the power and breadth of independent online storytelling.  I have a theater, tv and film background for many years in each, but I have never seen greater collective talent than I have seen in the web series space.  Some of the talent is just ferociously good.

Web Series are spreading a lot in Italy and all over the world: do you think that they could be the future?

There is definitely a future for web series.  In fact, the future is happening right now in front of us.  I guesstimate that there are at least 3000-4000 web series floating around in cyberspace when you factor in the various countries that are making them– USA, Italy, France, Canada, China, New Zealand, Australia, Nigeria, Croatia, Ireland, England, Scotland, Israel, Jordan, India, Serbia, Germany, The Netherlands, Switzerland, Singapore, Belgium, Sweden, Spain, Mexico, The Dominican Republic, Brazil, Lebanon, Korea. I can say with conviction– based on having run LAWEBFEST these last five years and reviewing all of the content that has come to us– that web series are being made in every country, on every continent.  It is a worldwide movement that is starting at the bottom, with those on the ground, and moving up from there.  That is why I like to call it The People’s Entertainment because the overwhelming majority of web series (about 95%) are being made by private citizens who don’t work for a studio and were not commissioned by a network.  They have just decided to tell their own stories their own way.  And that is a chief reason why I have watched over 1000 different web series but no two have ever been the same.  The subject mater may be similar but the execution, how the story is told – the voice – never the same.  

How do you see the future of TV shows and movies now that the popularity of web television is continuing to rise?

I see tv and film remaining popular.  Live theater will always have a place in every culture.  But the new kid on the block who you will see more of, playing with the others so to speak, is the online or web series.  It has already joined the party but it will soon have a permanent seat at the big table alongside theater, film, tv and publishing.  Web series is here to stay.

You visited Italy last year. What did you like the most?

Yes, I was an invited guest of the Rome Webfest– Max Gigliucci and Janet DeNardis.  I was asked to be the President of their Awards Jury but they treated me as if I was the King of the Jury.  I was treated like royalty, man. I had the time of my life.  What made it extra special was that I was there with one of my best friends in the world, Jean Michel Albert (Founder and President of Marseilles Webfest– the first web series festival in France, in Europe and the second on the planet after LAWEBFEST).  To be in Rome and witness the birth of a new great festival and to witness it with a close friend who, once upon a time, when it came to web series festivals– there was just me and Jean Michel– to be a part of what is going on in Rome like that was unbelievable. When it comes to countries that produce the most web series– USA is number-one by a mile, Canada is a strong number-two, Australia used to be number-three with Italy number-four. But this year, from what we’ve seen come in at LAWEBFEST, I’d say Australia and Italy are battling for third place in the world and Italy is, by far, the top web series producing country in Europe. The stories that I have seen coming out of Italy are just remarkable.  Good comedies, great dramas.  I am so impressed.  And Rome as a city was fascinating. I stayed an extra four or five days after the festival just to look around and I didn’t even see half of this great ancient city. I can’t wait to go back hopefully this year.

Tell us something exclusive about your next project.

My new project is called “Basketball Wife”. It is the tv series adaptation of my web series “Who…”.  The show is about a professional basketball star and his beautiful wife and what they do when they are at home with friends and family and just making it through every day life. It is the most fun I have ever had as a creator and, to me, is my greatest work.  In 2013, I used the 12-episode web series and nine completed 30-minute tv scripts that I wrote to raise some money.  The funds enabled me to hire actors, a crew, film everything, do post production on everything and now I am shopping Season 1 of “Basketball Wife”.  My goal here is to continue to prove to online storytellers that their content has a value and a life beyond the internet– in tv, in film, in publishing, in theater. Since the beginning of Hollywood, they have done this with books and plays and magazine and newspaper article, films and tv. So why not also milk the various adaptations possible with content created for the web? I think I have an extra advantage since I come from tv and film and theater and magazine and newspaper writing so I can see how a web series can also live in those mediums if properly adapted.  That vision is very useful not just when creating my own content for the web but when I watch other series. I can see the possibilities.  I wish we all would because we are not as helpless as we sometimes think we are.  So be on the look out for “Basketball Wife” the tv comedy series based on the web comedy series “Who…”.

www.lawebfest.com

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